Scelte e crescita personale

Tra desiderio e bisogno

Rimandiamo ciò che desideriamo perché non sembra abbastanza utile. Ma il criterio di utilità puoi ridefinirlo tu, includendo ciò che ti fa stare bene.

8 giugno 2026 · 4 min di lettura

Tra desiderio e bisogno

Ti sarà capitato di avere un desiderio, covarlo e rimandarlo. Qualcosa che vuoi ottenere, un obiettivo da raggiungere, un argomento da studiare. Magari ti acchiappa l'idea di imparare a cucire, non per farne un business ma per trastullarti con l'orlo dei pantaloni da accorciare. Oppure vuoi fare un viaggio in autonomia, perderti e metterti alla prova. Forse stai pensando di iscriverti a un corso di balli country, per saltare a destra e a manca con il sorriso e non con la faccia impegnata di chi fa liscio.

Già li sento, quelli che ti dicono: «ma che cucire, tu, che hai la stessa precisione di nonno quando gioca a freccette»; «un viaggio da solo? Ma non puoi fartelo organizzare da un'agenzia, così sei sicuro di tutto?»; «se fai questo corso di balli country, mi dici poi dove andrai a ballare?»; «ah, da grande vorresti fare il medico. E con chimica, fisica, biologia e matematica come farai, considerate le tue difficoltà?».

Quando rinunciamo per accordo tacito

Ci sono volte in cui rinunciamo davvero a qualcosa, a causa di condizionamenti esterni che ci fanno sentire inadeguati, anacronistici, non all'altezza, ridicoli o addirittura in colpa. Perché mai? Perché ratifichiamo questi accordi taciti che ci portano a fare ciò che gli altri immaginano essere migliore per noi, o addirittura migliore in generale?

«Sì, hai ragione tu, sono uno sconsiderato a desiderare qualcosa per me una volta tanto. Dov'è che devo firmare per allinearmi agli standard sociali?»

Dopo tanto tempo ho desiderato tornare a parlare lo spagnolo, non più fluente dopo anni di abbandono. Non ti dico la valanga di «ma che te ne fai?»; e ancora: «Anna scusa, l'inglese è fondamentale, tu non sai nemmeno infilare tre parole in una frase, leggi i titoli delle canzoni così come si scrivono, e ti metti a studiare spagnolo?».

Vero, non so parlare l'inglese. Per il momento, però. Ho sorriso. E ho ripreso a studiare spagnolo.

Il criterio di utilità lo stabilisci tu

Qualcuno ci ha fatto passare come sensate solo le scelte che possono darci riscontri immediati, che possono fruttare qualcosa, che possono essere utili. Il criterio di utilità, però, ricorda di stabilirlo tu: anche sulla base di ciò che può farti stare bene, e non solo di ciò che può renderti qualcosa.

E tu, quando è stata l'ultima volta che hai fatto una cosa che volevi fare, e non che dovevi fare?

Anna Legrottaglie

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