12 agosto 2026 · 5 min di lettura

«Quest'anno quanti temi ha scritto tuo figlio sia a scuola che a casa?» «A scuola pochi, a casa uno o nessuno».
Questa è stata la risposta che mi ha fatto tirare un piccolo, piccolissimo sospiro di sollievo, ma non mi ha consolata. Tuttavia qualcosa almeno si è mossa. Quando invece ho udito «pochissimi a scuola e nessuno a casa», il mio cuore ha mancato un battito. Sarò antica, analogica, apparterrò pure agli irriducibili della scrittura con foglio e penna, elaborata con la propria testa, ma questo è un dato allarmante: si scrive poco o non si scrive affatto!
Non si tratta di diventare futuri scrittori, ma di essere in grado di stendere un elaborato in italiano corretto, ben organizzato, di senso compiuto, con una introduzione, uno sviluppo e una conclusione.
Hai un'idea? Sostienila. Non hai idee? Scopriamo come si fa per recuperarle.
Anche i più classici dei temi «Descrivi come è nata la tua amicizia più grande», «Parla dei tuoi hobby e dei tuoi desideri», «Racconta le tue vacanze estive», diventano una disfatta su tutti i fronti: scaletta inesistente, abuso di ripetizioni, sinonimi banditi, punteggiatura a caso, concordanze misteriose e connettivi sconosciuti. Quando un mio studente privato impara ad utilizzare «qualora» oppure «poiché», quasi mi commuovo per il risultato!
Il tempo che manca
Comprendo che a scuola ci sia poco tempo per dedicarsi alla scrittura in modo graduale, sistematico e strutturato in fasi distinte. Figuriamoci inoltre se l'annosa diatriba sui compiti per casa contempli due ore dedicate a pensare e a scrivere un tema.
Ci sono istituti nei quali alcuni docenti avviano dei laboratori dedicati a questa abilità, purtroppo però hanno una durata troppo breve. A ciò si aggiunge che durante le due ore trascorse insieme, i volenterosi docenti trascorrano più tempo a ricondurre all'ordine i ragazzi che a far esercitare su come si scriva una conclusione che non lasci smarrito il lettore.
Scaldare i muscoli della scrittura
In un'epoca in cui le disfunzioni, le storture, si stanno normalizzando in modo ingiustificato, io non ci sto a leggere un elaborato di tipo A, B, C che di elaborato ha solo la tecnologia della penna gel scintillante. Io ci credo che si possa dire «il cielo è bello» senza dire che è bello, perché esistono decine di aggettivi non utilizzati. Ci credo che si possa arricchire il proprio vocabolario drammaticamente impoverito.
E siccome non mi limito a crederci, i temi li faccio scrivere passando attraverso un allenamento che scalda i muscoli, che fa fare stretching, che avvia i motori! Ho dedicato, tra le mie proposte, un intero percorso a questo. Perché scrivere è un processo lento, dolce come l'acqua di un ruscello che scorre ora pigra ora vivace tra le rocce.
Quando voglio scrivere, io rallento. Provaci anche tu.
Anna Legrottaglie
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